03 Dic Tra valli e castelli, Dolceacqua e Apricale
Nel cuore dell’entroterra imperiese sorge Dolceacqua.
L’arrivo nel borgo suscita subito stupore grazie allo scorcio poetico dall’antico ponte romanico del XV secolo e dal Castello dei Doria che domina dall’alto il paese.
Una vista che incantò persino Claude Monet durante un viaggio nell’entroterra ligure: il pittore francese ne rimase talmente colpito da inserirla nel dipinto Le Château de Dolceacqua del 1884.
Attraversando i caruggi del centro storico, chiamato dagli abitanti Téra (terra) per distinguerlo dalla zona più recente detta Borgo, si sale al Castello dei Doria. Oggi le sale del maniero raccontano, attraverso il supporto della tecnologia multimediale, la storia delle famiglie proprietarie, dapprima i Conti di Ventimiglia e successivamente i Doria, così come la storia del territorio, la cultura e le tradizioni del borgo. Dolceacqua è famosa anche la produzione del vino rosso DOC Rossese, celebrato persino da una fontana posta nel centro del paese.
Apricale: il nome deriva dal latino e significa soleggiato, il borgo porta con sé la luce che lo illumina grazie alla sua posizione panoramica. Arroccato su una collina a circa trecento metri di altitudine, il borgo – fra i più Belli d’Italia (è anche Bandiera Arancione del Touring Club Italiano) – è intreccio pittoresco di case in pietra e vicoli che conducono alla sommità dove si trova il Castello della Lucertola, costruito nel X secolo per volontà dei Conti di Ventimiglia.
Oggi all’interno dell’edificio, che custodisce il Museo della Storia di Apricale, si può ripercorrere la storia del paese e gli avvenimenti che videro protagoniste antiche famiglie nobiliari: reperti, documenti e oggetti conducono in un affascinante percorso nel tempo. Tra i luoghi da vedere ad Apricale, anche l’oratorio di San Bartolomeo, che conserva un polittico su legno del 1544 che raffigura la Madonna della Neve, e la chiesa di Santa Maria degli Angeli, impreziosita da affreschi del XV secolo.


